Come usare le ripetizioni spaziate (spaced repetitions) per studiare per il semestre filtro

20/05/2026

Esiste un approccio allo studio supportato da decenni di ricerca sulla memoria che permette di ottimizzare il tempo dedicato ai ripassi. Si chiamano ripetizioni spaziate (spaced repetitions). Potrei scrivere molto sul come e perché funzionano: potrei parlare della curva dell'oblio, degli algoritmi, della retrievability, eccetera. Invece, ho fatto direttamente i calcoli al posto tuo.

Lo scopo è far passare le cose studiate nella memoria a lungo termine senza uno sforzo eccessivo.

Le tempistiche delle ripetizioni spaziate

Ho costruito uno schema di ripasso basato su un recente algoritmo che si fonda sulla modellizzazione matematica della memoria umana. L'idea è semplice: dopo ogni lezione o simulazione segni sul diario le date dei ripassi futuri. Ecco gli intervalli che suggerisco, pensati per materiale di difficoltà medio-alta come la preparazione a un test di ammissione.

Tutti gli intervalli sono dati rispetto la ripetizione 0, che è l'evento didattico stesso (ad es. la ripetizione 0 di una lezione teorica sarebbe la lezione teorica stessa).

Ripetizione 1: presto, entro pochi giorni.
Ripetizione 2: 1 settimana dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 3: 3 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 4: 6 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 5: 10 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 6: 16 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 7: 24 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 8: 34 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 9: 46 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 10: 60 settimane dopo la ripetizione 0.

In realtà come ripetizione 0 non devi scegliere per  forza il giorno stesso in cui è stata fatta la lezione. Potresti scegliere la prima volta che studi l'evento didattico (ad esempio se il giorno dopo la lezione la studi e fai i test, puoi decidere di considerare quel giorno la ripetizione 0). Oppure se un argomento è stato trattato in più lezioni (es. fluidi), potresti scegliere come giorno della ripetizione 0 il giorno in cui l'argomento è stato completato.

Cosa fare nella pratica

Tutto questo funziona solo se effettivamente ripeti ai tempi giusti. Non è necessario essere precisi al 100%: se abbiamo detto che un ripasso è dopo 24 settimane, l'importante è che lo fai in quella settimana.  E qui entra in gioco lo strumento di lavoro: un diario o un'agenda. Ecco come usarlo. Quando studi un argomento, apri il diario e scrivi le date dei ripassi futuri. Per esempio, se oggi è il 15 gennaio e stai studiando il capitolo sulla cinematica, scrivi:

16 gennaio — ripasso cinematica (R1)
22 gennaio — ripasso cinematica (R2)
5 febbraio — ripasso cinematica (R3)
26 febbraio — ripasso cinematica (R4)
26 marzo — ripasso cinematica (R5)

Oppure, invece che annotare giorno per giorno, annota settimana per settimana. Io ti consiglio di ragionare per settimane invece che per giorni, e di scriverti tutte le ripetizioni della settimana al lunedì, lasciandoti la libertà di farle in qualsiasi giorno.

Poi, quando studi, apri l'agenda e leggi cosa devi ripassare.

Cosa vuol dire ripassare

Innanzitutto, devi aver già raggiunto la padronanza degli argomenti. Le ripetizioni spaziate non vanno usate per rivedere materiale di cui non hai padronanza. Devi già sapere le cose, averle capite, e saperle applicare agli esercizi. Poi puoi fare le ripetizioni programmate.

Esempio 1: Se quando hai studiato la lezione ti ricordavi 4 formule su 7, non puoi pensare che nelle ripetizioni programmate ne sai 6 su 7. Lo scopo delle ripetizioni programmate non è alzare il livello, ma mantenere lo stesso livello.

Esempio 2: Se in un test ne facevi giuste 5 su 10, non devi usare le ripetizioni programmate per pensare di alzare il punteggio – usale per fare almeno 5 su 10.

Se vuoi imparare più formule o migliorare il punteggio nei test fai lo studio normale, non è che non devi farlo, ma semplicemente queste non sono le ripetizioni spaziate.

Allora, parliamo di cosa fare esattamente in una ripetizione spaziata.

Se stai ripetendo una lezione puoi rileggere la teoria. Ma questo è un modo molto di base di usare le ripetizioni spaziate. Sarebbe molto meglio che la ripetizione consistesse in una VERIFICA con un obiettivo oggettivo. Con un criterio oggettivo puoi stabilire e una ripetizione ha avuto successo o è fallita. Ad esempio se la ripetizione consiste nel ripetere delle formule potresti dire che hai avuto successo se ne ricordavi almeno l'X%. Se la ripetizione consiste nel fare dei test potresti dire che la ripetizione ha avuto successo se ne fai almeno l'X% corretti. Se è una simulazione, il criterio potrebbe essere simile.

Quando un ripasso va male (ti accorgi sinceramente di non sapere le cose, oppure gli esercizi hanno esito negativo) aggiungi un ripasso extra a breve distanza.

Mettiamo che tu abbia segnato i seguenti:

16 gennaio — ripasso cinematica (R1)
22 gennaio — ripasso cinematica (R2)
5 febbraio — ripasso cinematica (R3)
26 febbraio — ripasso cinematica (R4)
26 marzo — ripasso cinematica (R5)

Il 5 febbraio ripassi cinematica e il ripasso va male. Allora aggiungi un ripasso aggiuntivo prima del 26 febbraio. Quando aggiungerlo esattamente è un'arte. Ad esempio:

16 gennaio — ripasso cinematica (R1)
22 gennaio — ripasso cinematica (R2)
5 febbraio — ripasso cinematica (R3)
19 febbraio — ripasso cinematica (R3.1)
26 febbraio — ripasso cinematica (R4)
26 marzo — ripasso cinematica (R5)

Schemi ausiliari: schema conservativo e schema rilassato

Lo schema delle 10 ripetizioni che ho presentato prima non è universale. Guarda, la vera cadenza da seguire dipenderebbe da tantissimi fattori. Qui ti voglio proporre altri due schemi.

Schema più conservativo

Lo schema più conservativo preferisce farti studiare maggiormente. Usalo ad esempio se hai difficoltà con lo schema base, o il materiale è più difficile, o se ogni settimana puoi dedicare molto tempo al ripasso.

Ripetizione 1: presto, entro pochi giorni.
Ripetizione 2: 1 settimana dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 3: 2 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 4: 4 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 5: 7 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 6: 11 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 7: 16 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 8: 22 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 9: 29 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 10: 38 settimane dopo la ripetizione 0.

Schema più rilassato

Lo schema più rilassato preferisce farti studiare di meno. Usalo ad esempio per il materiale più semplice, o se ogni settimana puoi dedicare poco tempo al ripasso.

Ripetizione 1: presto, entro pochi giorni.
Ripetizione 2: 1 settimana dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 3: 3 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 4: 6 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 5: 11 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 6: 18 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 7: 28 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 8: 41 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 9: 57 settimane dopo la ripetizione 0.
Ripetizione 10: 76 settimane dopo la ripetizione 0.

Il carico a regime

Facciamo i calcoli semplificati e vediamo cosa succede se usiamo questo schema per ≈1 anno.

Il risultato è simile per tutti e tre gli schemi da me forniti: se ogni settimana studi N argomenti nuovi, dopo ≈1 anno starai ripetendo ≈10N argomenti diversi. Penso che con lo schema conservativo dovresti raggiungere il regime di 10N argomenti da ripassare più velocemente che con lo schema rilassato.

Se facessimo i calcoli esatti e continuassimo per più di un anno invece le cose sarebbero più complicate.

Ma tanto, probabilemnte, chi legge queste righe applicherà questa tecnica per molto meno di un anno.

Tecnica avanzata: saltare delle ripetizioni

Abbiamo detto che è importante che una ripetizione spaziata consista in una verifica. Ci sono delle verifice che potresti NON voler sapere a memoria.

Se la verifica è un formulario: fai bene a volerla sapere a memoria.

Se la verifica è ad esempio una simulazione, o un test che ha sempre le stesse domande, potresti NON volerlo sapere a memoria. Magari il tuo scopo è quello di replicare i ragionamenti, e saperlo a memoria te la rovina.

In quel caso potresti voler SALTARE delle ripetizioni.

Mettiamo che tu avessi segnato i seguenti:

16 gennaio — ripasso cinematica (R1)
22 gennaio — ripasso cinematica (R2)
5 febbraio — ripasso cinematica (R3)
26 febbraio — ripasso cinematica (R4)
26 marzo — ripasso cinematica (R5)

Se il 5 febbraio ti accorgi che lo stai imparando a memoria, cancella la successiva:

16 gennaio — ripasso cinematica (R1)
22 gennaio — ripasso cinematica (R2)
5 febbraio — ripasso cinematica (R3)
26 marzo — ripasso cinematica (R5)

Oppure, se sai già che è un contenuto che rischi di imparare a memoria, potresti cancellare fin da subito metà delle ripetizioni, oppure potresti usare lo schema più rilassato.

Esempi di cosa mettere nelle ripetizioni

Ecco alcuni esempi di cosa mettere nelle ripetizioni.

  • Dopo una lezione la studio. La ripetizione consiste nel rileggere velocemnete gli appunti. Non c'è nessuna verifica (sconsigliato, ma chi sono io per importi una verifica?).
  • Il docente mi assegna un test relativo all'argomento "CINEMATICA". È un test di 10 quesiti che vengono sempre estratti da un database. Il giorno stesso lo faccio tante volte e raggiungo il livello in cui ne faccio quasi sempre almeno 7 giuste su 10. Allora considero oggi come ripetizione 0, e le ripetizioni hanno successo se ne faccio almeno 6 giuste su 10.
  • Dopo un mese decido, indipendentemente dal calendario delle ripetizioni spaziate, di migliorare di cinematica. Faccio quesiti tutto il giorno e raggiungo il livello in cui ne faccio giuste 9 su 10. Allora cancello le vecchie ripetizioni, ne programmo di nuove a partire da oggi, e il successo è definito come farne almeno 8 giuste su 10.
  • Su un libro faccio una sezione con 15 quesiti. Ne faccio giusti 8 su 15. Definisco come criterio di successo farne 7 su 15, ma cancello fin da subito metà delle ripetizioni, per evitare di imparare i quesiti a memoria. Se nelle ripetizioni ne faccio meno di 7 giuste su 15 ripasso o cerco altri esercizi per consolidare la memoria.
  • Il docente assegna la simulazione 11 e la commenta. Ci dà anche una simulazione simile alla 11 ma con i numeri  cambiati, chiamata 11-bis. Faccio, in entrambe, 15 punti. Considero il giorno del commento come ripetizione 0 e decido che nelle ripetizioni dispari faccio la simulazione 11 e in quelle pari faccio la 11-bis, per evitare di impararli a memoria. 

Schema adattivo

Se vuoi vedere che intervalli escono per materiale con divera difficoltà, puoi usare questo schema che si adatta automaticamente.

Calcolatore Ripetizioni Spaziate

Ripetizioni spaziate

Muovi lo slider per adattare gli intervalli alla difficoltà del materiale. Gli intervalli sono calcolati a partire da un modello matematico della memoria umana.

Difficoltà del materiale
Molto difficile Medio Molto facile

Schema di ripasso


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