Insegnare fisica per il semestre filtro non è immediato. In questa piccola
guida vorrei dare alcune dritte su come muoversi.
Il sottoscritto lavora nell'ambito dei test dal 2017 e, come
autonomo, dal 2022. In questa piccola guida darò alcune dritte su come svolgere
questa attività. Insegnare per far passare un test è molto diverso rispetto insegnare a scuola, o in un corso universitario, o dare ripetizioni.
Se vuoi essere veramente bravo in questo lavoro non devi essere un insegnante di fisica che prepara per i test. Devi essere un insegante per i test che preparara di fisica.
Anche se alcune cose sono trasversali, in questa guida mi sono basato su fisica, prendendo come modello il syllabus del semestre filtro 2025. Non so se e in che misura quanto
dico si applica alle altre materie.
1. Familiarizzati
con il syllabus.
Non scherzo. Devi conoscere BENE il syllabus. Devi sapere
cosa dire e cosa non dire su diversi argomenti. Il livello base è leggerlo e
basta. Il livello che dovresti raggiungere è quello in cui riesci a leggere tra
le righe e a discutere le tue scelte didattiche.
Facciamo alcuni esempi. Mi baso sul syllabus 2025.
1.1 Leggere bene il
syllabus
Nell'unità didattica 1 leggiamo "concetto di derivata ed
integrale". Derivate ed integrali non vengono ripresi altrove. Quella dicitura
si trova accanto ai grafici. Presa testualmente potrebbe significare che gli
studenti devono sapere cos'è una derivata e un integrale; quando si spiegherà
cinematica sarà utile semplicemente far notare ad esempio che la velocità istantanea
è la derivata della posizione e che l'accelerazione istantanea è la derivata
della velocità istantanea; e quando si faranno le trasformazioni canoniche dei
gas sarà utile far vedere che il lavoro è l'integrale della pressione rispetto
la variazione di volume, e che nella trasformazione isobara questo integrale si
risolve graficamente come area di un rettangolo.
Ma dedicare ore e ore a fare derivate e magari insegnare le
regole della derivata di prodotti, derivata di rapporti, derivata di funzioni
composte? Io mi sento di dire che questo sarebbe un errore didattico.
1.2 Leggere tra le righe
del syllabus
Ora ti spiego con due esempi cosa significa leggere tra le
righe.
Nell'unità didattica 2 leggiamo "Corpi deformabili:
introduzione ai concetti di elasticità, sforzo e deformazione (stress/strain),
legge di Hooke generalizzata, modulo di Young e carico di rottura dei
materiali."
Il problema è che la legge di Hooke generalizzata non è una
cosa semplice. Una delle sue formulazioni però è quella dove compare il modulo
di Young: σ=Yε. Io direi che basta questo. Eviterei di
mostrare una forma più generale di questa.
Altro esempio. Nell'unità didattica 5 leggiamo "Meccanismi
di trasmissione del calore: conduzione termica, convezione e irraggiamento.
Flusso di calore. Emissione termica, legge di Wien e potenza irraggiata. Esempi
di trasmissione del calore."
La legge di Fourier non è esplicitamente elencata tra
queste. La mia opinione professionale è che, a rigore, la si potrebbe
considerare inclusa nel test. Tuttavia si cita esplicitamente una legge
quantitativa della trasmissione del calore (legge di Wien); se avessero voluto
la legge di Fourier, non l'avrebbero inserita esplicitamente come quella di
Wien?
Io ho scelto di insegnare velocemente anche la legge di
Fourier, dicendo ai ragazzi che non è inclusa esplicitamente nel syllabus. La faccio
vedere e faccio 1-2 esempi, non ci passo 30 minuti.
Tu puoi fare come desideri; l'importante è che la tua scelta
se insegnare o meno la legge di Fourier sia ragionata a partire dal syllabus.
1.3 Fare scelte didattiche
difficili
A volte quanto detto non basta. Ho due esempi in cui le
scelte non sono per niente facili.
Il piano inclinato. Va fatto o no? Il syllabus non parla
esplicitamente di piano inclinato. Tuttavia si può argomentare che, se uno
studente conosce i vettori, sa come funzionano le forze in generale e la forza
peso, e conosce la goniometria, può fare un quesito sul piano inclinato con
attrito anche senza che gli sia stato spiegato esplicitamente.
Io ho scelto di farlo. È difendibile anche non farlo. E a
differenza della legge di Fourier, in cui basta spiegare una formuletta, qui per
farlo capire bisogna dedicare una quantità più importante di tempo. Sono scelte
che hanno un loro peso.
Le carrucole. Vanno fatte o no? A me sembra che in teoria
sarebbe possibile capire come funzionano le carrucole partendo dagli argomenti
già presenti nel syllabus. Tuttavia il
mio know-how mi dice che non le chiedono. Io scelgo di non farle.
2. Familiarizzarti con i test degli anni precedenti
Devi familiarizzarti con i test degli anni precedenti. Ascolta,
lo so che gli anni precedenti non c'era il semestre filtro e i test erano
diversi. Non c'entra. Ti ci devi familiarizzare lo stesso. Lo scopo non è che
tu sappia dire "Ah, una domanda sull'energia potenziale! Ne è capitata una
simile nel test del 30 febbraio 1861!". Lo scopo è che tu acquisisca una
conoscenza intuitiva di quali competenze possono essere verosimilmente
verificate in un test.
Ad esempio io insegno ai ragazzi a imparare a memoria i valori
di 11², 12², 13², 14². Come mai mi fermo al 14? Non è che 15² non sia
importante. È che, nella mia esperienza, i quadrati perfetti che è più utile
sapere sono quelli fino a 14².
Non è che i test futuri saranno per forza simili a quelli
passati. Anzi, col semestre filtro si basano proprio su un programma diverso.
Ma devi capire intuitivamente quali sono le cose che vengono messe più facilmente
in un test.
Facciamo un esempio al contrario: nel test del 2021 è
comparso il seguente quesito: "Trascurando la resistenza dell'aria, sia v la
velocità di fuga da un pianeta Y di massa M e raggio R per un veicolo spaziale
vuoto di massa m. Quale sarebbe la velocità di fuga dal pianeta Y per un
satellite carico di massa totale 1.44m rispetto a quello vuoto?"
Se io avessi dovuto inventare un programma di fisica per chi
si preparava al test del 2021, non avrei mai e poi ma insegnato la velocità di
fuga. Non mi vergogno a dirlo. Il motivo è che ho acquisito l'intuito da test,
e so che questa domanda, per un test di ammissione come poteva essere quello
del 2021, era una domanda estremamente di nicchia. Direi che era al di là di
ogni aspettativa ragionevole.
3. Fare tanti
quesiti
Fai quesiti presi da diverse fonti (libri, etc.). Come se fossi
uno studente.
Questo ha conseguenza molto importante. Inizi a fare
esperienza in prima persona di cosa fa uno studente di fronte ad una domanda a
crocette. È un processo cognitivo MOLTO DIVERSO rispetto come si reagisce di fronte
ad una domanda ad un'interrogazione scolastica o universitaria. Non penso che
lo saprei descrivere bene a parole; devi capirlo tu facendone esperienza.
In secondo luogo inizierai tu stesso a ragionare
criticamente sulle scelte fatte dai curatori delle raccolte di quesiti. Ha
messo quest'argomento; quali sono le conseguenze di questa scelta?
Alcune cose che imparerai sono ad esempio usare l'analisi
dimensionale per scartare opzioni, o quando vale la pena arrotondare nei
calcoli.
4. Scegliere cosa approfondire e cosa no
Non puoi andare a lezione e insegnare solo delle regole da imparare
a memoria senza che gli studenti capiscano nulla delle ragioni che ci stanno
dietro. Per molte regole dovrai
spiegarne la motivazione o l'intuizione che ci sta dietro. Altre volte invece conviene
insegnare delle regole da imparare a memoria senza che gli studenti capiscano
nulla delle ragioni che ci stanno dietro.
Ma deve essere una scelta consapevole.
Io ad esempio spiego la somma tra vettori con direzioni non
parallele né perpendicolari col teorema del coseno. Non è che glielo do col – e
poi gli dico di cambiare angolo… glielo faccio usare direttamente col + e devono
sapere che nelle operazioni tra vettori l'angolo da considerare è sempre quello
che ci sarebbe tra i due vettori se partissero dallo stesso punto.
Un'altra strada percorribile sarebbe fargli fare la
scomposizione dei vettori, sommare le componenti, e poi il vettore risultante è
la somma delle due componenti con Pitagora.
Questa seconda strada avrebbe il vantaggio di aiutare molto
di più gli studenti a capire cosa stanno facendo quando sommano due vettori dalle
direzioni non parallele né perpendicolari. Tuttavia ci vorrebbe moltissimo
tempo in più per spiegarla. Allora in questo caso preferisco che imparino la regola
a memoria senza che capiscano le ragioni che ci stanno dietro.
Quando spiego la differenza tra vettori, invece, non
introduco nuove regole. Gli spiego che sottrarre un vettore è come sommare il
suo opposto. E poi quando qualcuno prova a fare la differenza con altri metodi gli
dico di farla come somma dell'opposto. Questo ha un doppio vantaggio: (1) mi
semplifica la vita dal punto di vista didattico, (2) ritengo che questo metodo
dia una comprensione maggiore rispetto metodi come la regola del
parallelogramma in cui si guarda la diagonale ottenuta unendo le punte…
Un'altra cosa che mi piace fare è evitare di insegnare
formule poco utili. Ad esempio, qualcuno potrebbe aver imparato che la
relazione tra forza centripeta e raggio della circonferenza descritta è: F=mv²/r.
Io sono contrario a questa formula. Non è che sia sbagliata. Ma non serve.
Bisogna sapere che l'accelerazione centripeta ha formula a=v²/r, e sapere che
F=ma. Punto. F=mv²/r è una combinazione delle due formule, e si può rispondere
a un quesito anche senza conoscerla. Altrimenti dovremmo insegnare tutte le possibili
combinazioni tra formule: prendiamo F=ma e scriviamo anche F=ρVa, e anche F=mΔv/t, e anche F=m(v₂² –v₁²)/2s, e anche ρVg=ma,
e anche kq₁q₂/d²=ma.
Ma a volte le formule "inutili" vanno mostrate perché
rappresentano dei casi-tipo di quesiti.
Devi scoprirlo con l'esperienza.
Io comunque preferisco che i miei studenti imparino a
ragionare sul caso-tipo in cui si può usare la formula F=mv²/r, invece che
ricordare la formula F=mv²/r.
5. Preparare appunti dettagliati
Ora ti do un compito. Fai un file di testo e immagini con la
scaletta della prossima lezione. Lo farai per ogni argomento. Questi file andranno
modificati spesso; ti invito a salvarne periodicamente delle copie, per tenere
le versionii precedenti.
In questsi file devi inserirci anche degli esercizi da fare
durante le lezioni. Potresti iniziare mettendo esercizi simili a quelli dei
test degli anni precedenti. Ovviamente questo significa guardare i test degli
anni precedenti in modo accurato.
Poi se ti capiterà nella vita di incontrare "casi
particolari" aggiungerai esercizi su quel caso particolare agli appunti volta
per volta. Ad esempio io ho messo il "caso particolare" del corpo trainato da
una forza parallela la piano, che si muove con velocità costante, e in cui bisogna
capire che la forza attrito è uguale alla forza di trazione.
Così i tuoi appunti diventeranno una miniera di casi
particolari che arricchiscono la comprensione svolgendo degli esercizi.
6. Esercizi seriali
La tecnica degli esercizi seriali serve a far capire meglio
certe cose.
Sono mini-esercizi, non quesiti veri e propri.
Ad esempio io per far capire la reazione vincolare prima mostro
un corpo con solo la forza peso, poi un corpo col peso a cui viene applicata un'altra
forza verso il basso, poi verso l'alto, poi in diagonale… il bello è che nei
diversi casi si può chiedere agli studenti cosa pensano che succeda, così si
mantiene l'attenzione dell'aula.
7. Fare un programma
Devi avere un programma. Il programma che fai probabilmente
non corrisponderà esattamente al tempo che dedicherai in aula a ciascun argomento.
Ma non importa. Il programma devi averlo lo stesso.
Innanzitutto riservati il 10% del tempo del corso come jolly.
Se hai 10 lezioni, 1 è un jolly. Se hai 20 lezioni, 2 sono jolly. Se hai 50
lezioni, 5 sono jolly. Così quando la realtà didattica non rispetterà il
programma che ti sei fatto avrai un po' di respiro. Se i jolly dovessero
avanzare puoi usarli per fare ripassi o esercitazioni, a seconda di com'è
organizzato il corso in cui collabori o lavori.
Non sottovalutare il tempo da dedicare ai fondamenti della
fisica. Se gli studenti non sanno lavorare con la goniometria, le unità di
misura e i vettori soffrirete per tutto il corso.
Questo è, più o meno, quello che faccio io. Ma chi legge ha
meno esperienza di me, e le tempistiche possono essere diverse.
Fondamenti della fisica: 14%
Cinematica: 9%
Dinamica: 7%
Energetica: 5%
Corpi estesi: 6%
Fluidi: 13%
Termodinamica: 12%
Elettricità e magnetismo: 19%
Onde meccaniche e elettromagnetiche: 15%
8. Scrivere quesiti
Scrivi dei quesiti. Sia più facili rispetto un tipico quesito
da test, che della stessa difficoltà, che più difficili. E scrivi le cinque
alternative. Lo so che oggi si può fare con la cosiddetta IA. Ma questo devi farlo
da solo. È importante. Non so neanche spiegarti la ragione, ma scrivere quesiti
in prima persona aiuta a fare dei ragionamenti che altrimenti è difficile
spiegare. Ad esempio, devi: (1) decidere quale o quali competenze stai verificando,
(2) costruire delle alternative sbagliate plausibili, (3) scegliere quanto
essere preciso nel problema.
9. Come gestire l'aula
È importante coinvolgere gli studenti. Nel mio corso è
obbligatorio tenere la webcam accesa, questa scelta ovviamente dipende dal
corso in cui si lavora o si collabora.
Io sconsiglio di fare domande "a tutti", come: "Qualcuno sa
la risposta?". L'effetto è che non risponde nessuno.
Bisogna entrare a gamba tesa. "Aldo, come faresti questo quesito?",
"Biagio, fai tu questo calcolo", "Carlo, ti ricordi quanto vale il coseno di
30°?".
Gli esercizi seriali e in generale gli esercizi preparati
per essere mostrati durante la lezione sono un'ottima occasione per far
intervenire i ragazzi. Conosco tre modi per fare un esercizio:
(1) Lo fa il docente. Questo serve ad esempio per far vedere
come si fa.
(2) Subito dopo aver mostrato un quesito alla lavagna si
chiama un ragazzo e gli si dice di svolgerlo.
(3) Si mostra il quesito, si lascia un po' di tempo per
svolgerlo, e poi si chiede a un ragazzo di farlo.
Gli esercizi preparati per essere usati a lezione, come
vanno mostrati? Io faccio un copia e incolla e NON DO tempo ai ragazzi di ricopiare
gli esercizi. Non serve copiarli a lezione. Tanto neanche durante il test
avranno tempo per copiarli. Se vogliono copiarli, avranno le slide dopo la
lezione.
Per il resto, la suddivisione del tempo dipende molto da
come è organizzato il corso, ma è importante che gli studenti abbiano molti
incontri dedicati solo alla pratica, che si tratti di simulazioni, esercitazioni
o altro.
Se il corso è fatto in questo modo gli studenti faranno già
tantissimi esercizi durante le lezioni, e oltre a questo avranno anche altri incontri
dove migliorare.
Tutto questo senza escludere, ovviamente, il lavoro che
ciascuno di loro deve fare per conto suo.
Conclusione
Ecco, ora hai un'idea di come cominciare. Le altre cose le
imparerai da solo. Se fai errori devi correggerti subito perché rischi di
imparare a sbagliare anziché imparare dagli errori. Penso che il consiglio più
prezioso sia quello di avere dei file con le scalette delle lezioni. Io da
quando li ho fatti li miglioro di continuo, ancora oggi.